In sintesi: la spedizione in contrassegno ("cash on delivery") permette al destinatario di pagare la merce alla consegna; il corriere incassa per tuo conto e ti riaccredita l'importo, di solito entro 1-3 settimane, trattenendo una commissione. È un'ottima leva per conquistare i clienti diffidenti, ma va gestita bene per non far esplodere resi e costi.
Il contrassegno — o COD, Cash On Delivery — è il metodo di pagamento in cui il cliente paga la merce direttamente al corriere al momento della consegna. Per molti e-commerce italiani è un dilemma: i clienti lo chiedono, ma i rischi operativi spaventano. Vediamo come funziona davvero e come offrirlo senza farsi male.
Come funziona una spedizione in contrassegno
Il flusso è semplice, almeno sulla carta:
- Crei la spedizione indicando l'importo da incassare e il metodo di pagamento accettato
- Il corriere consegna la merce solo dietro pagamento: contanti, assegno o — con alcuni corrieri — POS
- L'importo incassato viene riversato al mittente nei tempi previsti dal contratto
I dettagli però fanno la differenza: quali metodi di pagamento accetta il corriere, quanto costa il servizio e — soprattutto — quando rivedi i tuoi soldi.
Quanto costa il contrassegno
Il supplemento del corriere
Ogni corriere applica un costo aggiuntivo per il servizio di incasso: un fisso di pochi euro a spedizione oppure una percentuale sull'importo. Il valore esatto dipende dal listino e dal contratto.
I tempi di riaccredito
Tra l'incasso alla consegna e il bonifico sul tuo conto possono passare da una a quattro settimane, in base a corriere e contratto. Per un e-commerce con molti ordini in contrassegno è cassa immobilizzata — un costo invisibile ma reale.
Il rischio di rifiuto
Il cliente può semplicemente non farsi trovare o rifiutare il pacco. Risultato: giacenza, ritorno della merce e due trasporti pagati senza vendita. È il vero costo nascosto del contrassegno.
📌 Nota normativa: il contrassegno in contanti rientra nei limiti di legge sull'uso del contante (attualmente 5.000 €). Per importi superiori servono metodi tracciabili come l'assegno circolare o il POS.
Pro e contro per un e-commerce
✅ Perché offrirlo
- Sblocca i clienti che non si fidano del pagamento online
- Aumenta la conversione, specie sui primi acquisti
- In alcuni settori e al Sud è un'abitudine consolidata
- Differenzia il tuo shop dai competitor che non lo offrono
⚠️ A cosa stare attenti
- Tasso di rifiuto più alto rispetto al prepagato
- Cassa immobilizzata fino al riaccredito
- Supplemento corriere su ogni spedizione
- Più giacenze da gestire
5 regole per offrire il contrassegno senza farsi male
- Fallo pagare (poco): un supplemento di 3-5 € a carico del cliente scoraggia gli ordini "tanto per provare" e copre il costo del corriere. Chi vuole davvero il contrassegno lo paga volentieri.
- Conferma gli ordini sopra una certa soglia: una telefonata o un WhatsApp prima di spedire ordini importanti in contrassegno riduce drasticamente i rifiuti.
- Usa il tracking proattivo: cliente avvisato = cliente presente alla consegna = contrassegno incassato. Vale doppio rispetto al prepagato.
- Preferisci corrieri con POS: il pagamento con carta alla consegna elimina il problema "non ho contanti in casa" — una delle cause più frequenti di mancata consegna.
- Monitora il tasso di rifiuto per zona e fascia di importo: se una combinazione genera troppi ritorni, escludila dal contrassegno. I dati ti dicono dove il COD conviene e dove no.
Come lo gestiamo per i nostri clienti
Per gli e-commerce che spediscono con noi, il contrassegno è un servizio incluso, non un problema: scegliamo per ogni spedizione il corriere con le condizioni COD migliori (supplemento, POS, tempi di riversamento), monitoriamo le consegne a rischio e interveniamo sulle giacenze prima che diventino ritorni. E i riaccrediti li riconciliamo noi, ordine per ordine.
Se i resi sono l'altra tua spina nel fianco, abbiamo scritto anche una guida alla gestione dei resi e-commerce.
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